Conservazione dei beni culturali, Fp Cgil Sicilia contesta il decreto: si affida nelle mani dei privati e si mortifica il personale interno specializzato

“Una grave criticità che rischia di consegnare la conservazione dei beni culturali nelle mani dei privati e di mortificare il personale interno specializzato”. Fp Cgil Sicilia prende posizione e richiama l’attenzione del Presidente della Regione, Nello Musumeci, e dell’Assessore al ramo, Alberto Samonà, in riferimento ai provvedimenti contenuti nel Decreto Assessoriale n. 74 del 30 novembre ribattezzato “Carta di Catania” e nel successivo n. 78 del 10 dicembre che contiene le linee guida relative alla valorizzazione dei beni custoditi nei depositi dei musei e degli istituti della cultura regionali. “Contestiamo specificatamente il passaggio contemplato nell’articolo 9 – affermano il Segretario Generale, Gaetano Agliozzo, e il Coordinatore Regionale, Franco Campagna – che accosta l’inventariazione e la catalogazione, i cui compiti possono essere svolti da studenti universitari, in discipline connesse alla conservazione di beni culturali, operanti in regime di tirocinio formativo, oppure da volontari delle associazioni in possesso di adeguati titoli, a quella dei catalogatori e degli esperti catalogatori della società Servizi Ausiliari Sicilia, impegnati da anni, con grande professionalità, su questa materia e sui compiti d’istituto dell’amministrazione dei beni culturali, ai quali viene negata l’applicazione di una norma e di una sentenza della Corte Costituzionale che prevede il loro transito nei ruoli dei dipendenti regionali. In altri termini la questione, recentemente approdata in V Commissione Cultura Formazione Lavoro dell’Ars, finisce per penalizzare il personale qualificato che opera da decenni nei beni culturali impiegandolo sostanzialmente nella stesura di elenchi di beni che, deprivati di ogni riferimento al loro contesto di appartenenza, verranno affidati alle imprese per favorire il sistema imprenditoriale e commerciale della cultura. Fp Cgil ritiene necessario – sottolineano Agliozzo e Campagna – valorizzare e utilizzare il personale specializzato e con esperienza, di cui i Beni Culturali dispongono, per far sì che opere d’arte e reperti archeologici, in molti casi abbandonati e dimenticati, possano essere valorizzati e restituiti alla pubblica fruizione sotto la stretta sorveglianza di Soprintendenze e Musei. Non è accettabile,  nella consapevolezza che i Beni Culturali appartengono alla collettività e la loro tutela deve essere garantita dagli enti pubblici competenti, concedere questo patrimonio in uso ai privati, il cui utilizzo è destinato a  non creare prospettive vere di lavoro e  a prestare il fianco a logiche clientelari.  Fp Cgil Sicilia non assisterà inerte alla destrutturazione della pubblica amministrazione e alla perdita della sua funzione di tutela costituzionale del patrimonio comune culturale  – concludono il Segretario Generale, Gaetano Agliozzo, e il Coordinatore Regionale, Franco Campagna  – ma lotterà con determinazione e convinzione affinché si inverta la rotta.  Ed in questa ottica, come atti propedeutici al rilancio di un piano di assunzioni finalizzato a ridare centralità alla gestione pubblica e al valore sociale che deve assumere la gestione delle nostre risorse culturali, chiederemo la soluzione della  problematica relativa ai catalogatori dei Beni Culturali, alla riclassificazione e riqualificazione dei custodi, all’implementazione a full time del personale part-time della SAS e alla riclassificazione dei dipendenti del Dipartimento dei Beni Culturali, nell’ambito del nuovo ordinamento di tutto il personale della Regione Siciliana”.  

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